Chi è Nadia? Chi è Lucia?

Lucia e Nadia, o anche Nadia e Lucia, lavorano insieme da anni e durante le riprese devono sempre affrontare la dura fase iniziale in cui, per mesi, si sentono rivolgere la domanda: “ Chi è Nadia? Chi è Lucia?”
Solitamente un problema passeggero.

Lucia Stano

lucia.stano@illupoincalzoncinicorti.com

Il loro incontro risale ai tempi della Scuola di Cinema di Milano, nel 1999: un secolo fa. Da allora cortometraggi indipendenti, eventi teatrali, spot promozionali, documentari commissionati, collaborazioni con canali satellitari. Ma soprattutto Fåröfilm, piccolo studio di produzione, fondato nel 2004, che richiama il loro amore per Bergman (Fårö è l’isola su cui il regista ha vissuto per moltissimi anni) e per le isole, luoghi predisposti alla giusta dimensione per lavorare come piace a loro, con dedizione e in sintonia con i ritmi “umani”. Luoghi poco frequentati, invece, dalle classiche produzioni più imponenti.

Nadia Dalle Vedove

nadia.dallevedove@illupoincalzoncinicorti.com

Due figure complementari che negli anni si sono specializzate in ambiti diversi per poter ricoprire in maniera professionale tutti i ruoli necessari alla realizzazione di un documentario di creazione. Il tipo di documentario per il quale sopportano volentieri il momento di iniziale confusione “Chi è Nadia? Chi è Lucia?”.

Nel 2006 l’Associazione Famiglie Arcobaleno (associazione genitori omosessuali) ha commissionato allo studio Fåröfilm un breve progetto video dal titolo “Le famiglie arcobaleno” che ha vinto il Festival Internazionale GayLesbico di Milano 2007 e che ancora oggi è proiettato in diversi circuiti.

Quell’incontro è stata la scintilla per l’ultimo lavoro (“il lupo in calzoncini corti”) a cui hanno lavorato con passione per piú di tre anni affinché potesse nascerne un film documentario, un racconto cinematografico attorno al tema dell’omogenitorialità oggi in Italia.

Convinte che un documentario nasca dall’intenso scambio tra chi ci lavora e chi si racconta, Nadia e Lucia hanno deciso di coinvolgere anche una terza importante risorsa nel progetto: il pubblico, cercando di sollevarlo dal ruolo passivo che ha per tradizione.
Stanno lavorando per il coinvolgimento di un pubblico partecipe e per un’idea nuova di PRODUZIONE CONSAPEVOLE.

La produzione dal basso, appunto.

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